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Fri 12 Mar 2010
L'EDITORIALE DI FRANCESCO LEGGIERI: ANNI 60 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesco Leggieri   
Lunedì 08 Febbraio 2010 13:51

Che bella l’infanzia, sfido chiunque a non ricordarsene un pezzo della propria..
Eccovi, quindi, in un periodo importantissimo della mia vita di  bambino.

La scuola, il primo anno d'elementare..
E voi direste "Dai..che ci vuoi raccontare, una cosa così normale che tutti noi abbiamo vissuto?"

E no, vi sbagliate: non credo che molti di voi possono aver fatto un'esperienza simile, parlo dei bambini di sesso maschile...
Forse solo i miei amici Gaetano e Federico potranno comprendermi, perchè io, la prima elementare, l'ho fatta alla Maria Ausiliatrice che, per un ragazzo è qualcosa di veramente traumatico.
Luogo ora frequentato solo da donne ed anche allora, pur se lo frequentavamo anche noi maschietti, le Cape e Pezze, come le chiamano graziosamente a Napoli,( le suore), sembrava avessero un'avversità particolare nei nostri confronti.
Figuratevi per me che non sono stato mai fortunato in infanzia...

Ero il coccolone di tre zie, a dire il vero solo cugine di mia madre, molto affezionate a me ed io, in quell'anno in cui mia madre aspettava mio fratello, a casa non potevo starci, per via di una gravidanza un po' particolare: quindi il trasferimento da loro....
Due non sposate, diciamo così, si usavano altri termini allora, e l'altra suora.
Fu quest'ultima ad accompagnarmi il mio primo giorno di scuola:  papà e mamma non erano disponibili, ...chiedevo troppo.
Cestino blu, lo ricordo ancora, grembiulino bianco...(e si perchè dalle suore si doveva essere vestiti così, seppur maschietti), fiocchetto impeccabile, capelli laccati con brillantina Linetti, una cosa che faccio ancora (è stato forte il trauma).
Dopo qualche minuto iniziò il mio calvario, l'anno di Purgatorio anticipato.
Avevo imparato a leggere e scrivere a soli tre anni perchè mi scocciava sentire mia sorella che leggeva i fotoromanzi ad alta voce e che, spesso, faceva i compiti e scriveva divinamente.
Non potevo sopportare che lei, se pur più grande di me di dieci anni, potesse saper fare tutto questo..No! non era possibile.
E allora avevo angosciato mio padre, sino alle torture, affinché mi aiutasse a superare quest'ostacolo dell'analfabetismo: a tre anni non concepivo di esserlo (analfabeta)!
Cosa centrava questo? Tutto! Suor Lina ci preparava le aste ed io, sbuffando, scrivevo sul quaderno: "Suora, quando si finisce di giocare e si comincia a studiare?".
Quella mattina, dopo un'ora di lezione, si avvicinò a me per vedere quante aste avessi fatto.
Me lo chiese a voce, urlando, per la precisione, ed io, spaventato, anziché risponderle, scrissi, sul quaderno, "NESSUNA",stampatello e maiuscolo.
Oddio, la suora sbiancò, in pochi attimi giunsero la portiera, la madre superiora, la suora delle vettovaglie, le aspiranti suore..
Il mio fu il primo caso accertato di Satanismo, si perchè, per suor Lina, non ero stato io a scrivere ma il Demonio.
Non bastarono le rassicurazioni dei miei parenti, per suor Lina io ero il Demonio e, approfittando del fatto che tendevo a scrivere con la sinistra, si era munita di bacchetta e, per tutto l'anno la mia povera manina, quando tendeva a prendere la penna, veniva colpita, a volte anche con veemenza...
Suor Lina, ormai Lei è nell'aldilà, dovessero assegnarle qualche cattedra anche in Paradiso, la prego, non bacchetti le anime pure che le verranno affidate perchè, in quest'epoca, per un bambino, saper leggere ed usare il computer, è del tutto normale.

Scritto da :
Antonello
 
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Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Febbraio 2010 15:04
 

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