Antonello Corigliano e Franco Trentalance  Franco Trentalance, è tutto ed il contrario di tutto, un pornodivo che crede in Dio, non fa che ribadirlo in questa lunga intervista: “Credo in Dio ed applico i dettami del mio credo nella mia vita di tutti i giorni. Mi confesso spesso. Vado sempre dal mio prete che conosce i miei peccati per avere la sicurezza dell’ assoluzione”. Abbiamo imparato a conoscerlo nell’ edizione 2008 del reality La Talpa, e racconta che, nel privato, non è il sesso la priorità nella sua vita, ci pensa, ma non ne è ossessionato, ama leggere, andare a cinema e teatro, non disdegna i concerti, tira con l’ arco e tante altre cose. Nasce a Bologna nel 1967, nel corso dei lunghi tredici anni di carriera, ha girato quasi 1.000 scene hard, per un totale di 440 film, stima profondamente le donne, ritiene che per tutti gli uomini il sesso è uno sfogo psicologico e fisico, ritenendo erroneamente che la donna possa anche farne a meno: “Ma credo che il sesso sia davvero importante per entrambi i sessi perché è il miglior modo di comunicare e conoscere l’ altro che ci sia”. Franco Trentalance ha pubblicato un libro che è uscito qualche mese fa con un titolo emblematico Trattare con cura, edito da Castelvecchi editore, il ritratto inedito di uno dei personaggi più famosi d’ Italia e d’ Europa per la sua attività cinematografica. Noi lo abbiamo incontrato durante la presentazione del suo libro qui in città. - Il debutto in libreria dopo la televisione. Sei uno dei personaggi del momento. "Quello del libro era un progetto già in programma dalla scorsa estate. Poi è arrivata la popolarità de "La Talpa" e, il mio editore, è stato ben felice di sfruttare l’occasione. A parte questo, l’idea del libro nasce per raccontare in maniera diretta e sincera sia la mia vita privata sia il mondo dell’hard, spesso vittima di fantasie popolari. Sfogliando il libro ci sono tanti episodi che riconducono il tutto ad una terribile normalità." - Cosa bisogna "Trattare con cura"? "Non giocate con i doppi sensi che sono sin troppo facili. Vanno trattati con cura i nostri strumenti di piacere, i nostri sentimenti. Va trattato con cura l’universo femminile e dobbiamo trattarci con cura noi stessi. Quest’ultima cosa è alla base per riuscire a stare bene anche con gli altri. Trattarsi con cura è un’abitudine che bisognerebbe acquisire di base. Un input fisso da inviare al cervello" -Questa professione non l’hai scelta per caso. Era una delle tue aspirazioni… "Io ho iniziato a fare l’animatore nei villaggi turistici e per me è stata una buonissima scuola. Poi subito dopo ho fatto il barman. Ad un certo punto della mia vita mi sono chiesto quel era la cosa che mi piaceva di più e la risposta è stata il sesso .Quindi avevo due possibilità o fare il gigolò che è più uno psicologo della donna o fare il pornoattore. Credo che molti da ragazzi subiscono il fascino di questo lavoro. Diciamo che sono passato dalla teoria alla pratica. Per fare questo non è servita solo la passione ma, soprattutto tantissima tenacia. Non è un mestiere facile, non è come avere una storia con una donna. Servono ben altri titoli. Non solo fisici, anche determinazione e professionalità. Tanti ragazzi mi chiedono come intraprendere questa professione. Non appena intuiscono quali possono essere i piccoli e ostacoli da superare si scoraggiano totalmente. Ecco, in questo caso le doti fisiche servono davvero a poco" - Nel libro ci sono tanti racconti di vita privata. Esalti e ricordi con piacere i mestieri più semplici che hai svolto prima di diventare un pornodivo "E’ una vita che vivo con i piedi per terra, senza esaltarmi e senza deprimermi. Fino a un anno fa mi dilettavo ancora a fare il barman in un locale di un mio amico. Quella del barman è un’altra passione che affonda radici antiche. Non potrei mai perdere il contatto con la semplicità e con le vecchie abitudini". - Da poco Max Giusti ha reso ancora più popolare il tuo personaggio con una delle sue imitazioni. Come la trovi? L’hai presa con spirito romagnolo o ti ha infastidito? "Un’imitazione misurata, gradevole e nello stesso tempo pungente, nel pieno stile di Max. Ci sentiamo spesso al telefono, ci siamo incontrati in diretta a "Quelli che il calcio" dove ho presentato il mio libro e abbiamo un buon rapporto. La sua parodia non mi ha dato per nulla fastidio. Anzi è la conferma di essere un personaggio che inizia ad abbandonare le vesti di pornoattore". -Ormai sei un personaggio a tutto tondo, fai tv, teatro, film 'normali': come vivi questa nuova stagione? Come un riscatto o un semplice mutamento? "Sai cosa ho notato e che mi ha fatto molto piacere? Che quando sono ospite in tv nel 'sottopancia', cioè nella scritta che appare sotto di te e dice ai telespettatori chi sei e cosa fai, non c'è più scritto Franco Trentalance - Pornodivo, ma solo Franco Trentalance. Vuol dire che ormai vengo apprezzato per le tante cose che faccio e non per una sola. Fino a qualche tempo fa non me ne fregava niente, porno volevo e porno ho fatto, ma ora sai con l'età, diversificando gli interessi e le carriere, mi serve anche di superare quella fase nella percezione del pubblico". - Sei un fervido credente. Hai un profondo legame con la religione anche se la Chiesa non vede certo il tuo lavoro di buon occhio " La religione è una parte fondamentale della mia vita ed è un continuo ricercare il divino. Io dico sempre che se fossi nato in India sarei mussulmano, se fossi nato in medioriente sarei un buddista e così via. Sono nato in Italia e sono un cattolico un po’ anomalo ma credente e praticante. Io parto da un concetto: il sesso non è peccato. Certo, la posizione della Chiesa sull’argomento è netto contrasto con questa mia opinione ma, considero la nostra religione portatrice di tanti altri messaggi importanti, alcuni straordinari. Ci sono argomenti per i quali la Chiesa ha un aggiornamento più lento ma, rispetto ad altre religioni le maglie sono sicuramente più larghe. In altri paesi l’adulterio è ancora condannato con sentenze di morte. Il cattolicesimo in realtà traccia alcuni ideali di grande importanza anche per chi non è credente. E’ un punto fermo della nostra esistenza. Il Vangelo resta ancora di estrema attualità per molti aspetti. Forse resta da chiarire solo la posizione verso il sesso, visto ancora come un demone da scacciare. Sono convinto che presto si faranno passi in avanti anche su questo argomento". Sogni un debutto nel cinema italiano? "A me piace la comunicazione. La radio, la televisione. Ora sto ad esempio preparando uno spettacolo teatrale che partirà il prossimo novembre. Provare l’esperienza di attore in un altro genere mi piacerebbe ma, non è la mia priorità. Non voglio che un’eventuale scrittura cinematografica sia vista come una forzatura di carattere pubblicitario. Per quanto mi riguarda non vedo l’ora di tuffarmi nella nuova esperienza del teatro. Tutta l’estate sarò impegnato con le prove".
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