Paranormal Activity è veramente un horror da brividi?
Un esordio 'impressionante' dietro la macchina da presa per Oren Peli, ex programmatore di videogiochi."Paranormal Activity", dopo aver incassato negli Stati Uniti oltre 100 milioni di dollari al botteghino partendo da un budget di appena 15mila, è previsto nelle sale italiane da venerdi 5 febbraio.
Un falso-documentario che sta facendo discutere molto, anche se la storia si dice tratta dal vero, un po' la dinamica che lanciò il fenomeno di "The Blair Witch Project" nel 1999.
Come nella pellicola della strega di Blair, infatti, anche qui si alternano sequenze 'leggere', dai toni a tratti anche scherzosi, familiari, ad atmosfere inquietanti... Tanto che gira voce che lo stesso Steven Spielberg abbia dovuto interrompere la visione del film a metà per poi continuare a vederlo il giorno successivo; secondo alcuni il celebre regista avrebbe addirittura consigliato a Peli un finale alternativo che è poi diventato quello definitivo. Vero o non vero, lo stesso esordiente confessa che le versioni 'pirata' che circolano in rete sono diverse - proprio nella loro conclusione - rispetto alla versione dei cinema.
Tanti gli interrogativi aperti intorno alla pellicola del giovane Oren. Ma si tratta veramente di un horror da far rizzare i capelli sulla testa e non far dormire la notte o di una pellicola 'tutto fumo' che deve questo suo successo all'ottima operazione di marketing che le si sta muovendo attorno? E soprattutto, sono vere le notizie che da qualche tempo girano sul web su un possibile sequel o remake? La stessa Dreamworks (guarda caso, di Spielberg) ha offerto al regista di origini israeliane di realizzarne un rifacimento ad alto budget, ma il diretto interessato non si sbottona a riguardo, nemmeno sul fatto che possa essere lui o meno ad occupare di nuovo la cabina di regia?
"Paranormal Activity" per qualcuno resterà un film al di sotto delle aspettative, ma una cosa è certa, a torto o a ragione è già diventato un vero e proprio caso mediatico. Amanti e detrattori del genere stanno invadendo blog e forum per lasciare un proprio commento, e visti i pareri tanto contrastanti la curiosità di chi attende l'uscita nelle sale cresce...
Una considerazione interessante è che un film del genere avrebbe bisogno, più di tanti altri horror, di una visione 'intima', nel senso che per poterlo apprezzare al meglio l'ideale sarebbe vederlo in un ambiente meno affollato di una sala cinematografica, dove la presenza di tante persone potrebbe far venir meno quel clima necessario a vivere momenti di vero brivido.
Lo stesso Oren Peli ha affermato: "E’ un film la cui intenzione è quella di apparire fatto in casa, più che un horror lo definirei un thriller-psicologico, un thriller-paranormale perché non c’è né troppo sangue né troppa violenza". Ciò che va premiato nel lavoro dell'esordiente Peli, al di là delle critiche discordanti, è di essere riuscito a suggestionare tanti spettatori (negli Stati Uniti) con così pochi elementi. Chi si aspetta scene cruente, sangue o altro non ha ben capito cosa sia veramente"Paranormal Activity". Adesso bisogna capire: è veramente un horror da brivido o un film che finirà nel dimenticatoio?
La curiosità c'è tutta, aspettiamo il suo arrivo nelle sale e poi ne riparleremo.
Fonte:yahoonotizie
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