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Ilva inaugura l’impianto di aspirazione polveri e captazione fumi dell’acciaieria 2 . PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonello Corigliano   
Venerdì 15 Gennaio 2010 12:40

Vendola: “Questa non è una fabbrica di morte ma di vita perché ha dato e continua a dare lavoro a migliaia di persone”

Ilva inaugura l’impianto di aspirazione polveri e captazione fumi dell’acciaieria 2 .

Intanto AltaMarea denuncia anomalie durate i controlli sulla diossina effettuati dall’Arpa

Passo in avanti per il miglioramento della salute e della qualità ambientale. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha inaugurato giovedì mattina l’impianto di aspirazione polveri e captazione fumi dell’acciaieria 2 dello stabilimento Ilva di Taranto. Si tratta di un impianto costato all’azienda 30 milioni di euro che consentirà il miglioramento dell’impatto ambientale. E’ stato Vendola, alla presenza del vicepresidente dell’azienda, Fabio Riva, a premere il tasto di avvio dell’impianto che ridurrà le emissioni in atmosfera delle polveri sottili di circa il 50% rispetto al precedente metodo di aspirazione. “Abbiamo fatto un passo in avanti straordinario – ha detto Vendola ai giornalisti – Qualche mese fa abbiamo inaugurato le nuove tecnologie dell’urea che rappresentano la sfida ambiziosa e io credo di poter dire vincente dell’abbattimento delle diossine e dei furani. Questi sono fatti concreti per combattere in modo finalmente deciso l’inquinamento. Questa non è una fabbrica di morte ma di vita perché ha dato e continua a dare lavoro a migliaia di persone”. Soddisfazione espressa anche da Riva. “Il prossimo passo – ha detto Fabio Riva- è l’avvio di altri impianti e la messa in servizio per riuscire ad arrivare a quanto è stato concordato negli atti di intesa. Noi stiamo proseguendo su questa strada e ad oggi abbiamo rispettato tutti accordi presi e nessuno può dire il contrario. Continuiamo ad andare avanti anche se il momento e parecchio critico”. L’impianto resterà acceso 24 ore al giorno. Presente oggi anche il sindaco di Taranto , Ippazio Stefàno, l’assessore regionale Introna e gli assessori provinciali Marinò e Carrieri. “Ecco, tutti questi interventi sono stati indubbiamente realizzati grazie agli stanziamenti di robuste risorse da parte del gruppo Riva, ma il merito di quest’oggettiva azione di risanamento va anche all’azione incisiva della giunta Vendola che ha creato le condizioni affinché Riva attuasse questi interventi”.Mino Borraccino, consigliere provinciale e regionale dei Comunisti sinistra popolare (Csp), non ha dubbi nel ritenere che “grazie al centrosinistra ed alla giunta Vendola la Regione Puglia è stata protagonista della lotta all’inquinamento ambientale che ha avuto il suo culmine nell’approvazione della legge che riduce le emissioni di diossina. Ma che continua, visto che la diossina è solo uno dei tanti agenti inquinanti di origine industriale presenti in atmosfera”.“Almeno questo – osserva Borraccino – a Vendola va riconosciuto. Se non ci fosse stata la sua azione asfissiante avremmo ottenuti questi risultati? So che siamo in campagna elettorale ma, se fosse dotato di un minimo di onestà intellettuale, il centrodestra dovrebbe riconoscerlo”. Intanto AltaMarea, con una nota inviata al Presidente della Regione Puglia, fa sapere che il 13 gennaio sono terminati i controlli sulla diossina emessi dall’Ilva di Taranto. I campionamenti sono stati effettuali dall’Arpa i giorni 11,12 e 13 gennaio. “Sono state effettuate foto e video – si legge nella nota- per verificare se i fumi provenienti dal camino della diossina variassero di consistenza ed opacità prima e dopo i controlli dell’Arpa. Dalle immagini in nostro possesso il camino della diossina, il famigerato E312, appare fumare di più dopo che i tecnici Arpa sono andati via. Ci rivolgiamo alla Regione perché o siamo vittime di una illusione ottica o siamo in presenza di una gestione ottimale degli impianti durante i monitoraggi. Riteniamo dunque di sollevare un dubbio legittimo che può essere risolto solo effettuando un controllo continuativo 24 ore su 24. Ci rivolgiamo al Presidente della Regione Puglia in quanto l’Ilva non ha consegnato alla Regione stessa il campionamento continuo previsto dall’articolo 3 della legge regionale antidiossina. Tale piano di controllo andava presentato entro la fine del mese di febbraio 2009.

Antonello Corigliano PugliaPress

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Gennaio 2010 12:41
 

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