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Scritto da Antonello Corigliano
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Martedì 03 Novembre 2009 22:02 |
Allarme lanciato su Facebook: “Non bevete l’acqua perché inquinata”
Dopo lo stabile di via Minniti, ora l’attenzione si sposta al quartiere Tamburi
Chi credeva che facebook servisse solo per trovare amici di cui non si hanno notizie da tempo o passare qualche ora chattando o condividendo qualche simpatico link, si sbaglia di grosso. Ora il social network più discusso del momento funge anche da agenzia di stampa lanciando in rete allarmi e avvisando la popolazione di situazioni pericolose per la salute. Si è verificato proprio questo qualche giorno fa su facebook dove l’associazione ambientalista Peacelink si è servita del portale per avvisare che l’acqua, di uno stabile di via Mar Piccolo al civico 2 del quartiere Tamburi, era contaminata e quindi pericolosa per la salute degli inquilini. Dopo lo stabile di via Minniti , nel quale si era verificato proprio una situazione del genere qualche settimana fa, torna alla ribalta il problema “acqua sospetta”. La prima ad accorgersene che l’acqua potesse essere inquinata e quindi pericolosa per la salute è stata la signora Amelia, che ha subito notato che dal rubinetto della sua abitazione usciva dell’acqua dal colore e dall’odore molto strano. Da qui l’idea di far analizzare in un laboratorio un campione di acqua che al momento, solo in via ufficiosa, risulta essere infetta da gravi agenti patogeni pericolosi per la salute. Immediatamente è scatta la richiesta di intervento all’Acquedotto Pugliese ed i tecnici ora sono all’opera per fare chiarezza sulla insolita vicenda. Da qualche giorno infatti staziona in via Mar Piccolo un camion cisterna di acqua potabile per dare la possibilità ai mal capitati di avere l’approvvigionamento idrico. Ancora una volta, quindi, la salute dei cittadini è messa a repentaglio e questa volta non si tratta di aria, visto che la zona è già martoriata dai funi dell’Ilva, ma del bene primario ovvero l’acqua. Nessun allarmismo per il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, che afferma: “Noi non abbiamo volutamente recare allarmi ma avvisare che c’era un problema che doveva conoscersi nel minor tempo possibile in modo tale da evitare che della gente potesse prendere delle infezioni. Ora bisogna capire come sia potuta accedere una cosa simile”.
Antonello Corigliano PugliaPress
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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Novembre 2009 22:02 |