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Altamarea chiede all’Eni gli adeguamenti dei suoi impianti PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonello Corigliano   
Mercoledì 17 Marzo 2010 11:44

Altamarea chiede all’Eni gli adeguamenti dei suoi impianti

Dopo gli ultimi incidenti avvenuti nella raffineria, la situazione sembra essere fuori controllo

Gli incidenti avvenuti nei giorni scorsi nella raffineria Eni di Taranto, hanno destato molta preoccupazione non solo tra gli ambientalisti ma anche tra i comuni cittadini che subito hanno allertato i Vigili del Fuoco e la Prefettura. La stampa e tutti i mezzi di comunicazione, ormai da tempo, hanno spostato la loro attenzione su quanto accade nella grossa area industriale che si sviluppa a ridosso della città, informando non solo degli incidenti che avvengono al suo interno ma segnalando con foto, video e testimonianze dirette, le nudi di fumo e polveri ritenute anomale e che meritano attenzione ed analisi dagli organi preposti. Di seguito, proprio per quello che attualmente accade nel polo industriale jonico, Altamarea ha diramato una nota che riportiamo integralmente.

“Nella notte fra il 15 e il 16 marzo c'è stato un sopralluogo all'ENI di Arpa e Vigili del Fuoco, allertati dalla Prefettura. Altamarea ha raccolto informazioni su questo allertamento, dopo aver notato e fotografato (le immagini sono su Facebook) poco dopo le 23 una nube sopra la zona industriale, che si è rapidamente spostata. Dalle informazioni raccolte, la Prefettura sostiene di essere stata allertata da cittadini; ma Altamarea non aveva avvisato la Prefettura. Per cui segnalazioni indipendenti da Altamarea e dalle sue "ecosentinelle" sono giunte alle autorità competenti, segno di una effettiva esistenza della criticità notata. L'allertamento fa seguito al recentissimo incendio all'ENI che ha richiesto un inteso lavoro dei vigili del fuoco per lo spegnimento. Indipendentemente dall'esito di quest'ultimo allertamento e delle situazioni in cui si è sprigionata la nube (tutte ancora da accertare, compresa la provenienza), va detto comunque che la catena di incidenti degli ultimi anni e le carenze emerse nella gestione e controllo ambientale della raffineria nell’ambito delle procedure di rilascio dell’AIA destano forti preoccupazioni e sono da ritenersi ormai intollerabili per il territorio. L’incendio al nuovo impianto di idrocracking segue altri incidenti di diversa portata (1° Maggio ’06 / 12 Ottobre 2007/ etc ). Per fronteggiare emergenze varie (tra cui black out) le torce  hanno più volte  sprigionato nell’aria emissioni e fumi neri in quantità straordinarie con relativo impatto ambientale. La situazione dell’azienda, sul piano della sicurezza e dell’impatto ambientale, è diventata di fatto insostenibile esponendo il territorio a sempre maggiori rischi. In particolare forti sono i suoi ritardi negli adempimenti della direttiva Seveso” ed in materia di antincendio:

a) il rapporto di sicurezza dell’ENI è stato circa due anni addietro bocciato dal Comitato Tecnico Regionale e tuttora non risulterebbe approvato. L’azienda è stata anche denunciata dallo stesso CTR alla magistratura. Nella relazione dell’ARPA datata 15 Luglio 2008 si evince come dal “ Rapporto di sicurezza del deposito GPL sono emerse…anomalie riguardanti la funzionalità e affidabilità degli impianti di protezione attiva antincendio (impianto di spegnimento a pioggia con acqua di mare) e dell’impianto elettrico ADPE delle pensiline di carico”.

b) al Dicembre 2007 l’ENI era sprovvista dei certificati di prevenzione incendi. Questi ultimi, secondo il rapporto redatto dagli ispettori del Ministero dell’Ambiente, risulterebbero scaduti il 27 Dicembre 1988 per la raffineria ed il 30 Giugno 1997 per il deposito GPL. Allo stato attuale non sembra che l’azienda ne sia ancora entrata in possesso.

c) ancora nell’Ottobre 2009 all’azienda sono state imposte nuove ed urgenti prescrizioni da parte del Comitato Tecnico Regionale per il rischio rappresentato dall’esercizio di alcuni impianti. Per non incorrere in pesanti conseguenze l’ENI è intervenuta per mettere in regola alcune pensiline ma è stata costretta a chiudere alcuni serbatoi non a norma.

Altamarea ritiene che rispetto al quadro rappresentato, aggravato anche dai ritardi di Comune e Prefettura nell’applicazione della “Direttiva Seveso”, si debba ormai agire con decisione affinchè l’azienda possa mettere in regola i propri impianti. Rispetto ai fatti rappresentanti occorre accertare eventuali responsabilità penali e civili dell’azienda anche in riferimento ai danni causati dall’ultimo incidente di venerdì notte. L’AIA deve essere rilasciata solo rendendo più severe le prescrizioni attualmente previste in bozza”. -Comunicato di Altamarea.

Quindi secondo Altamarea, l'associazione che raggruppa tutte le sigle e i comitati ambientalisti tarantini, sono 3 i punti sui quali non bisogna abbassare la guardia. Il rapporto di sicurezza dell’Eni che è stato bocciato 2 anni fa ed il nuovo non ancora approvato. La mancanza di certificazione di prevenzione incendi. La messa in sicurezza di alcuni impianti ritenuti pericolosi dallo stesso Comitato Tecnico Regionale.

Antonello Corigliano

 

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Marzo 2010 11:45
 

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