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| Scritto da Antonello Corigliano | |
| giovedì 14 agosto 2008 | |
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“Sono in aumento i casi di persone picchiate e umiliate da minorenni, che inoltre filmano la scena con il telefonino”, dice il giornale spagnolo El País. Dopo essere state percosse selvaggiamente, alcune vittime non si riprendono mai del tutto. Perché certi ragazzi commettono questi crimini? “Non lo fanno a scopo di rapina, né per razzismo o perché appartengono a una banda. Lo fanno, ed è questa la sconcertante novità, solo per passatempo”, spiega la rivista XL. “A volte sono ubriachi e altre volte no”, dice Vicente Garrido, psicologo specializzato in criminologia. “Ma la cosa che li accomuna è la mancanza di rimorso”. Snobbate le malattie tropicali La maggioranza delle malattie tropicali sono trascurate dalla ricerca medica. Come mai? “La triste realtà è che . . . l’industria farmaceutica non è in cerca di [nuove cure]”, dice Michael Ferguson, biologo molecolare dell’Università di Dundee, in Scozia. Non ci sono incentivi economici che inducano le case farmaceutiche a impegnarsi in tal senso, dato che esse non hanno nessuna possibilità di ricuperare il loro investimento. Queste aziende preferiscono produrre farmaci che fanno guadagnare molto per patologie come la malattia di Alzheimer, l’obesità e l’impotenza. Nel frattempo, dice la rivista New Scientist, secondo i calcoli “un milione di persone in tutto il mondo muoiono ogni anno di malaria, mentre ricevere cure efficaci e sicure è sempre più un miraggio”. Piccoli “consumatori” crescono Secondo l’Università “La Sapienza” di Roma, ad appena tre anni i bambini sanno distinguere le marche dei prodotti e a otto anni diventano “consumatori”. Gli spot televisivi hanno un ruolo importante nella loro vita e li trasformano in piccoli “dittatori”, che impongono ai loro genitori di comprare certi prodotti, dice La Repubblica. (23 aprile 2006) “Il pericolo”, afferma il giornale, è che i bambini “finiscano per vivere e credere in un mondo falso dove quello che viene proposto (e acquistato) è un obbligo”. Un robot “in dolce attesa” Il personale ostetrico di solito viene addestrato con pazienti in carne e ossa. Ora, però, dice una notizia dell’Associated Press, un “robot in grado di simulare i parti”, che si chiama Noelle, “sta riscuotendo sempre più consensi”. Questo robot “in stato interessante”, con tanto di frequenza del polso e dilatazione della cervice, può essere programmato per simulare diversi tipi di complicazioni e partorire in tempi relativamente brevi oppure con un travaglio prolungato. Il “bambino” che Noelle partorisce può essere di un colorito roseo oppure cianotico, a indicare insufficienza di ossigeno. Perché utilizzare un robot per la formazione del personale? “È meglio commettere un errore su un robot da 20.000 dollari che su una paziente”, dice la notizia. |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 15 novembre 2008 ) |
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